I periodici dell’Antonianum
La Piccola Città
Già tre anni prima che l’atto ufficiale di nascita del CCA fosse siglato, un’altra iniziativa di padre Francesco Ruffato aveva visto la luce ed era un’iniziativa editoriale: “La Piccola Città”. Quello che avrebbe dovuto essere il classico foglio di informazione parrocchiale era già, fin dal primo numero, una vera e propria rivista che nasceva dal cuore del giovane Centro Culturale Antonianum e si sarebbe imposta ben presto come organo di informazione e diffusione culturale di alto livello, impostata sui valori cristiani e attenta a tutte le realtà non solo religiose ma politiche, civili, sportive della comunità della Parrocchia all’inizio, ma anche dell’intera città di Milano e del mondo intero poi.
L’anno che vede la nascita de “La Piccola Città” è il 1968. Questa data ha un importante significato e segna uno spartiacque tra “vecchio” e “nuovo” nel mondo intero, è l’anno in cui comincia quella rivoluzione di idee, di costumi, di azioni che porterà a profondi cambiamenti nei rapporti politici e interculturali del mondo moderno, all’emancipazione dei lavoratori, all’inizio del movimento di liberazione della donna, l’inizio di un gigantesco rivolgimento mondiale che sfocerà, qualche decennio più tardi, nella globalizzazione attraverso le istanze di pace, sviluppo e libertà, ma anche attraverso spesso sanguinosi conflitti armati, spesso etnici e religiosi, ma con oscure motivazioni socio economiche o addirittura di stampo colonialistico mascherato da “esportazione di democrazia”.
Il 1968 è l’anno delle lotte operaie e studentesche alla ricerca di una società più giusta e più egualitaria. Un contesto ideale, dunque, per la nuova rivista del CCA che, fin dal primo numero, e in modo sempre più convinto con l’avanzare del tempo, prenderà posizione e parteciperà a questo dialogo con interventi di grande spessore, firmati dai collaboratori del CCA tra cui protagonisti del giornalismo del tempo. Solo per citarne alcuni, troviamo Bruno Maggioni, Angela Pomes, Giancarlo Zizola, Giacomo Tasso, Adriana Zarri. E come non ricordare le interviste di Giacomo De Antonellis a Giorgio La Pira, a Helder Càmara…
Sono anni in cui anche la Chiesa è scossa da inquietudini, ribellioni, aperti conflitti che spesso contrappongono i giovani alfieri delle aperture proprie del Concilio appena concluso e la gerarchia curiale monoliticamente ferma ai dogmi di stile pacelliano e alla centralità del potere papale su tutta la cristianità la cui “periferia”, soprattutto in America Latina, è continua occasione di fermenti e rivolte. E anche per avere un’attenzione più marcata verso il mondo, la Piccola Città si avvale della costante collaborazione di giornalisti, teologi, psicologi, sociologi stranieri tra cui citiamo Roland Sublond, Alfred Delapierre, Albert Plè, Roger Lapinski…
La copertina dei primi numeri della rivista rappresenta un grande esagono contenente sette più piccoli esagoni, uno dei quali viene proiettato all’esterno e rimarcato dal colore. Un richiamo evidente alla primitiva missione della rivista, quella di essere strumento di informazione della Piccola Città della comunità parrocchiale all’interno della più grande città di Milano.
È emblematico che il primo numero pubblicato nel febbraio ’68 esordisca con un articolo sull’intitolazione della Via che fiancheggia la Parrocchia dei Frati minori di Viale Corsica a Padre Massimiliano Kolbe, sacrificatosi a favore di un padre di famiglia nel campo di concentramento di Auschwitz nel 1941. La figura di Padre Kolbe rimarrà sempre centrale nella vita della comunità e del Centro Culturale Antonianum.
E già da questo primo numero la rivista, accanto ai temi strettamente riguardanti la vita parrocchiale e del quartiere, inizia a occuparsi di temi scottanti che stanno già agitando la Chiesa, una Chiesa che, chiuso il Concilio Vaticano secondo, si trova ad affrontare, come già abbiamo accennato, l’avanzata dei movimenti, soprattutto quelli di ispirazione marxista, che agitano in particolare la periferia del mondo cattolico che avanza istanze di modernizzazione, proprio sulla base dei risultati del concilio, con nuovi movimenti a volte in aperto contrasto con la Gerarchia ufficiale, come nel caso dei preti operai o dei Cristiani per il Socialismo e altri.
La Piccola Città ben presto cambia pelle e, pur restando fedele all’impostazione iniziale che la voleva organo di informazione del CCA, si inserisce in questo grande dialogo portando la propria testimonianza e il proprio parere con continuità fino al termine del 1984. Le copertine cambiano, scompaiono gli esagoni sostituiti da immagini (più tardi ogni numero avrà sul frontespizio un’opera di un artista, pittore o scultore che donerà l’opera al CCA) e dal sommario dei temi trattati.
Continuano e si arricchiscono le rubriche fisse, in particolare il “dialogo con i lettori” e “il punto”, spazio di una pagina che ospita una riflessione di un membro della redazione o del Consiglio direttivo dell’Antonianum su un tema d’attualità politica o religiosa.
Inizia, inoltre, una rubrica fissa “Antonianum notizie” che, numero dopo numero, informa i lettori sulle attività dell’Antonianum, tracciandone la storia e facendo la cronaca degli eventi più importanti svoltisi in casa CCA.
Più di 15 anni in cui la rivista porterà significativi contributi al dibattito in due direzioni principali: la vita della Chiesa e la politica, principalmente italiana ma anche quella mondiale. Sono anni di continue prove elettorali in Italia, tra cui il referendum per l’abrogazione della legge sul divorzio: La Piccola Città interviene puntualmente ad analizzare il contesto politico, mantenendo comunque una equa distanza dalle varie posizioni in campo, e, pur offrendo il proprio pensiero a riguardo, mantenendo con i lettori una neutralità che porti a una lettura il più disinteressata ma corretta che sia possibile dell’agone politico.
E, agganciati a quelli politici, “La Piccola Città” affronta i temi sociali con approfondimenti, interviste e inchieste. Per non parlare di pezzi che riguardano il cammino della chiesa e dei suoi protagonisti, guardando a personaggi come Don Mazzolari o Don Milani, parlando sovente dell’impegno del cristiano nel sociale anche con interventi di Vescovi tra cui Mons. Luigi Bettazzi e il Cardinale Michele Pellegrino, intervenendo su temi scottanti che diventano anche spunto di appassionati ma anche accesi dibattiti quali quelli, appunto, del divorzio e dell’aborto, portando a tutti il pensiero del CCA come già ci ha ricordato nella prefazione di questo libro il suo ultimo Direttore responsabile Giacomo De Antonellis che rammenta con “nostalgia” i 16 anni di quella “iniziativa editoriale che si presentava ai lettori con l’etichetta di «una libera opinione nel mondo cristiano», senza pregiudizi ma con l’intento di donare agli altri uno spirito di bimillenaria radice”.
La Piccola Città è stata dunque la voce del Centro Culturale Antonianum e ancora oggi ci appare quasi stupefacente che abbia tenuta alta così a lungo questa sua voce in un panorama sociale e politico spesso, troppo spesso, dominato da “urlatori” o da meteore editoriali non prive di faziosità. La Piccola Città ha veramente dialogato con tutti, tenendo, naturalmente, un occhio particolarmente attento alle problematiche del mondo cattolico, dei rapporti tra laici e religiosi, delle inquietudini del mondo del lavoro, che iniziavano proprio quando la rivista nasceva, con l’esplosione degli autunni caldi, ascoltando con particolare attenzione le istanze che provenivano dall’associazionismo cristiano anche in campo sindacale.
Molte le voci provenienti da questi associazionismi che spesso furono spunto per tavole rotonde e dibattiti organizzati dal CCA nell’Auditorium di Via Kolbe e sempre molto frequentati.
Terminate le pubblicazioni, il testimone della rivista è stato raccolto da “Antonianum notizie” che, con una formula editoriale completamente nuova, anche se ridotta nei contenuti, continua a essere l’organo di diffusione delle attività dell’Antonianum, non rinunciando a continuare a offrire ai lettori quelle riflessioni e quegli interventi così come per anni ha fatto “La Piccola Città”.
Antonianum Notizie
Prima edizione
La Piccola Città cessò di essere una pubblicazione del CCA con il numero 105, datato gennaio-febbraio 1979, e chiuse definitivamente i battenti nel settembre-ottobre 1984. Nel maggio 1987, il CCA torna a proporre un proprio periodico con Antonianum Notizie, sotto la direzione di Giacomo de Antonellis, che uscirà fino a giugno 1995.
Il fine è abbastanza semplice e chiaro: consolidare il rapporto fra il Centro Culturale Antonianum e i propri iscritti e simpatizzanti, o comunque coloro che in vario modo hanno avuto occasione di avvicinarlo.
Seconda edizione
Antonianum Notizie riprende le pubblicazioni nel 2007, dopo una pausa di quasi dodici anni. Il notiziario del CCA si presenta con un nuovo formato e una diversa veste grafica e con un nuovo direttore, Enrico Lotti.
Questa pubblicazione è dedicata soprattutto alle iniziative del Centro Culturale Antonianum: annunciare gli eventi in programma, rendere conto di quelli realizzati a beneficio di chi non vi abbia assistito di persona, e far conoscere il CCA e la sua attività a un pubblico più vasto.
Oltre a un numero limitato di copie stampate su carta, Antonianum Notizie può essere scaricato dal nostro sito Web.