|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
SCARICA
GRATUITAMENTE L'ANTONIANUM NOTIZIE
Periodico di Informazione del Centro Culturale Antonianum
Scarica Gratuitamente Acrobat Reader
Incontri in Biblioteca - Corso XXII Marzo, 59/A – 20129 Milano Sabato 18 febbraio 2012 - ore 15,30 FILATELIA E UNITA' D'ITALIA Con i francobolli si cementarono gli Stati preunitari Relatore: dott. Giacomo de Antonellis Dagli inizi dell’Ottocento la cultura in senso lato e la storia in particolare nutrono un intenso rapporto con il mondo dei francobolli: infatti, esso serve non soltanto a garantire comunicazioni interpersonali o di lavoro ma costituisce anche un fattore basilare per esaltare innumerevoli eventi. Per tale motivo i bolli di affrancatura hanno dato al collezionismo un ruolo di attento testimone della civiltà, facendosi archivio ideale e concreto di commemorazioni, personaggi, guerre, progresso scientifico. La filatelia, poi, è diventato un primario strumento di politica amministrativa dando alla “nuova” Italia un contributo valido e originale; se non altro per aver sostenuto la difficile integrazione tra gli Stati preunitari. È bello ma non è semplice allestire una raccolta di “valori”; si tratta di un’impresa affascinante (raramente lucrosa) per la quale occorrono pazienza, disponibilità di tempo e denaro, a parte un indispensabile bagaglio cognitivo. Ci sono tante strade per affrontare una collezione di francobolli: può essere specializzata per tema soggetto o epoca, basata su curiosità ed errori di stampa, analitica rispetto ai quadri politici, universale per visione geografica, coinvolgente sul piano nazionale. Ciascuna di queste formule sottolinea specifici interessi, che talvolta si perpetuano per decenni. Attraverso una serie di “noterelle”, un collezionista (dilettante ma competente) – con il supporto di immagini e pezzi originali – illustrerà questo dilettevole ambito sperando di trasmettere la sua passione nella raccolta di francobolli. Giacomo de Antonellis è nato a Napoli nel 1935, laureato in Scienze politiche, vive a Milano, sin da giovane – fondando la rivista “Quarta Generazione” – si è occupato di problemi politici ed ecclesiali; è stato redattore del “Il Giorno”, inviato della Rai per la quale ha seguito numerosi viaggi all’estero di Papa Wojtyla, e poi direttore del mensile “Club3” e dell’emittente lombarda Telenova. Ha scritto alcuni saggi storici tra cui “Le quattrogiornate di Napoli” (Bompiani 1973),“Il Sud durante il regime” (Lacaita 1977),“Una coscienza pulita: Giuseppe Donati” (Ned1981),“Il caso Puecher” (Rizzoli 1984),“La storia della Borsa” (Vallardi 1988),“Il 1799 napoletano” (Club di autori indipendenti 1999). La sua opera più importante resta la “Storia dell’Azione cattolica” (Rizzoli 1987). Bibliofilo, attualmente collabora a varie testate e si interessa di formazione. Marzo 2012 Incontri in Biblioteca - Corso XXII Marzo, 59/A – 20129 Milano Sabato 17 marzo 2012 - ore 15,30 ARTE POVERA E TRANSAVANGUARDIA un'esperienza italiana Relatore: Arch. Mario Quadraroli Tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 prende corpo nel nostro paese un pensiero aperto e sperimentale sull'arte. Germano Celant da una parte e Achille Bonito Oliva dall'altra pongono all'attenzione internazionale nuovi artisti che, anche se in ambiti diversi, riprogettano il passato, vivono il presente e cavalcano il foturo. Sono: Boetti, Paolini, Merz, Fabro, Kunellis, Pascali, Penone, Pistoletto, Zorio (arte povera) e Chia, Clemente, Cucchi, De Maria, Paladino (transavanguardia). Un momento magico per l'arte che ha segnato il nostro tempo. Mario Quadraroli è nato a Lodi nel 1946. Architetto, ha svolto la professione presso il Settore Cultura della Provincia di Milano occupandosi di beni culturali, tutela ambientale valorizzazione del patrimonio artistico - storico e organizzazione di eventi espositivi, curandone l’allestimento e l’immagine. Dal 1985 ha aperto a Lodi uno studio dove opera nell’ambito di una ricerca estetica a confronto con altre iniziative, dando spazio alle esperienze educative e creative di altri operatori artistici, organizzandovi mostre e incontri culturali. È, dal 1989, giornalista pubblicista e si occupa di problemi relativi alla visualità, all’arte e all’intreccio che questa ha con la società civile, le istituzioni, gli operatori; collabora inoltre con alcuni periodici scrivendo di architettura, di arte e di ambiente. Dal 1998 è ideatore e coordinatore del progetto NATURARTE percorsi artistici nel territorio lodigiano, promosso dalla Provincia di Lodi e giunto, quest'anno, alla XV edizione. Le conferenze prevedono l’uso di audiovisivi per sensibilizzare il pubblico e accostarlo all’argomento nel modo più immediato Maggio 2012 Domenica 6 Maggio 2012 ore 10,00 Biblioteca dell'Antonianum – Corso XXII Marzo, 59/A – 20129 Milano ALZA IL VOLUME: Natalia Ginzburg Natalia Ginzburg nasce nel 1916 a Palermo ma si forma culturalmente a Torino, dove il padre, Giuseppe Levi, docente universitario, viene trasferito. Ultima di cinque fratelli, Natalia si sente travolta dal suo ambiente familiare così variegato e rilevante. Innamorata dei romanzieri russi, affascinata dal loro mondo, la realtà che la circonda le sembra in un primo momento senza seduzioni, ma poi i luoghi della sua infanzia e le persone conosciute le si affacceranno prepotentemente alla memoria come fonte di ispirazione. Nel 1938 sposa Leone Ginzburg, intellettuale ebreo amico di Cesare Pavese. Durante la seconda guerra mondiale Natalia con il marito viene mandata al confino in Abruzzo, dove comincia a scrivere il primo dei suoi romanzi, “La strada che va in città”. Leone però torna clandestinamente a Roma, dove viene imprigionato, torturato e ucciso nel 1944. Nel 1950 Natalia sposa l’anglista Gabriele Baldini e nel 1963 pubblica il suo romanzo più famoso, “Lessico famigliare”, un libro di memorie sulla sua famiglia. Nel 1969 muore il suo secondo marito e Natalia si impegna sempre più nella politica: collabora con il quotidiano “L’Unità” e nel 1983 viene anche eletta al Parlamento nelle liste del Partito Comunista. Muore a Roma nel 1991. “Scrivere è il mio mestiere” - ci dice la Ginzburg - “ e io lo farò fino alla morte.” Ha mantenuto il suo impegno. PREMIO LETTERARIO 2012 – XIII EDIZIONE Il Centro Culturale Antonianum, bandisce la X edizione del Premio Letterario, per la sezione POESIA E NARRATIVA. (tema libero) Il Premio Letterario 2012 non ha fini di lucro. I vincitori e gli eventuali menzionati saranno premiati con targa e diploma e con la pubblicazione delle loro opere, raccolte in un volume. Non vi sono premi in denaro. Scadenza per la presentazione dei lavori: 31 Ottobre 2012 - Seguirà il programma con regolamento. CANTO E BELCANTO (Viaggio nel mistero della voce) Tre appuntamenti a cura di Giancarlo Landini La voce è il primo e più antico strumento musicale. E’ uno strumento del tutto particolare che produce il suono attraverso la sinergia del corpo e della mente chiamati ad esprimere l’essere del l’uomo in tutte le manifestazioni della vita privata e pubblica. Il timbro, i colori, la gamma, le corde formano un labirinto misterioso dentro il quale si nasconde il segreto del cuore umano che si fa canto. Il ciclo si propone di compiere un viaggio nella voce e le sue caratteristiche attraverso tre momenti precisi che corrispondono ad altrettanti incontri. Sabato 29 settembre 2012 - ore 15,30 – Biblioteca dellAntonianum – Corso XXII Marzo, 59/A - Milano 1) Il belcanto. Si focalizza l’attenzione sulla voce artistica, vale a dire sull’uso della voce impostata così come è andato formalizzandosi nella tradizione occidentale dal Seicento ai nostri giorni. Adattata a regole di emissione non diffuse nella quotidianità, la voce diventa lo strumento espressivo del teatro in musica e scopre di possedere una stupefacente gamma di espressioni che i compositori hanno esplorato e continuano ad esplorare senza mai arrivare ad esaurire le possibilità della voce stessa. Sabato 06 ottobre 2012 - ore 15,30 – Biblioteca dell'Antonianum – Corso XXII Marzo, 59/A - Milano 2) Il canto popolare. Si focalizza l’attenzione sull’enorme patrimonio del canto popolare italiano che ha accompagnato la vita delle comunità della nostra penisola. Il canto popolare, come gli etnomusicologi ci hanno insegnato, utilizza modalità di emissione diverse da quello della voce artistica del teatro in musica. Ma non per questo la sua gamma espressiva è minore o le sue manifestazioni sono meno importanti. Al contrario sono la preziosa testimonianza di mondi che purtroppo l’industrializzazione e la globalizzazione hanno fatto o stanno facendo scomparire. Sabato13 ottobre 2012 – ore 15,30 - Biblioteca dell'Antonianum – Corso XXII Marzo, 59/A - Milano 3) Il canto nei continenti extra–europei. Si focalizza l’attenzione su alcuni aspetti della modalità di uso della voce nei contesti culturali extra europei dall’Africa, all’Asia all’America Latina. Oggi più che mai l’approfondimento dei molteplici usi della voce umana nel mondo costituisce un ponte verso una società multietnica. I tre incontri si avvalgono di ascolti mirati sia a fare comprendere la differente impostazione del suono all’interno dei diversi usi della voce sia a conoscere, seppure in rapida sintesi, alcuni generi di canto che abbiamo classificato nella categoria del belcanto, del canto popolare e dei canti delle popolazioni dei continenti extra europei. In quest’ultimo settore troveremo sia usi colti della voce, pensiamo al teatro musicale cinese o al teatro di corte birmano, e popolari con un ventaglio praticamente inesauribile di possibilità. Giancarlo Landini Critico musicale e docente Laureato in Lettere Classiche, hasvolto attività di ricerca come Cultore della Materia e collaboratore della Cattedra di Storia della Musica della Università del Sacro Cuore di Milano. Membro dell’Associazione Nazionale Critici Musicali, scrive su riviste specializzate in Italia e all’estero. Storico della vocalità con particolare attenzione a quella del teatro musicale dal Settecento ai nostri giorni, partecipa a convegni, tiene conferenze e redige programmi di sala per i principali enti italiani, fra i quali la Scala, il Regio di Parma e il San Carlo di Napoli. Novembre 2012 Sabato 29 ottobre 2012 (luogo da definire) PIANOFORUM: Parole e musica a cura di don Carlo Josè Seno Questa iniziativa, promossa dal Centro Culturale Antonianum, è nata nell’anno 2002 con lo scopo di spiegare i brani eseguiti dagli artisti: alcune pagine particolarmente belle e significative che esprimono l’“incontro” (dichiarato o implicito) tra lo Spirito e il genio musicale. Le esecuzioni sono introdotte da spiegazioni chiare e accessibili ad ogni tipo di uditorio. IL “BEETHOVEN EROICO” «Chi verrà dopo di lui non continuerà, dovrà ricominciare, perché questo precursore ha terminato l’opera sua dove finiscono i limiti dell’arte». Con questo parole il drammaturgo viennese Franz Grillparzer riassumeva la straordinaria parabola artistica di Ludwig van Beethoven nel suo discorso funebre. Provare a riassumere l’intero suo itinerario anche in modo solo sintetico richiederebbe uno spazio troppo ampio. Abbiamo perciò pensato di puntare l’attenzione a quello che è definito ordinariamente il “secondo periodo” della sua produzione artistica, quello centrale, segnato da una serie impressionante di capolavori. Occupa lo spazio di un decennio circa, dal 1802 al 1812, tra il Testamento di Heiligenstadt, con la drammatica confessione della sua sordità incalzante, e la celebre lettera “All’amata immortale”, appassionata e intrisa di una sensibilità decisamente romantica. E’ una stagione in cui il compositore di Bonn ricerca nelle sue opere effetti di grandiosità, utilizzando in modo sinfonico il pianoforte, con chiaroscuri impressionanti, sospinto da un afflato “eroico”, ricco di impeto e di energia. In questi anni Beethoven consegna all’umanità autentici monumenti di bellezza, vertici assoluti nella storia dell’arte del nostro continente. Seguirà il programma dettagliato. Come si svolge il Pianoforum: • Distribuzione all’ingresso del programma di sala • Introduzione di Don Carlo José Seno • Spiegazione ed esecuzione dei brani Don Carlo José Seno nasce nel 1958 a Milano. Frequenta il Conservatorio “G. Verdi”, formandosi alla scuola di Alberto Mozzati e crescendo in un ambiente familiare appassionato di musica.Nel 1973-76-78 vince il Concorso ENAL di La Spezia, nelle tre categorie.Vince pure il Primo Concorso Pianistico Nazionale “Città di Albenga” (1978). Sempre nel 1978, si diploma e debutta con l’Orchestra Sinfonica della RAI di Milano nel Quinto Concerto di Beethoven (“Imperatore”). Laureato in vari concorsi nazionali e internazionali, tiene concerti in Italia e all'estero, collabora con orchestre. Si stabilisce per tre anni a Parigi, perfezionandosi dapprima presso il Conservatorio nella classe di Germaine Mounier e,in seguito, col Programma Culturale 2012 celebre pianista Georges Cziffra.Nel 1983,dopo un'esperienza di luce e di grazia, la sua vita ha una svolta. Entra nel Seminario della diocesi di Milano, è ordinato sacerdote nel 1990, e destinato a Milano come vicario parrocchiale. Ancora seminarista, riprende la sua esperienza di musicista concertista raccontando, con l'aiuto della musica, la sua storia di incontro con Dio. Tale modalità artistica di annuncio della esperienza di fede che lo ha illuminato viene proseguita, in accordo col Vescovo di Milano, anche negli anni del sacerdozio. In seguito all’incontro con alcuni amici sacerdoti, realizza spettacoli in cui spiega e interpreta i brani musicali alla luce di un tema teologico (la Pasqua, lo Spirito Santo, il Padre, la Chiesa, Maria, i Misteri Luminosi del Rosario), o “raccontando” la vicenda di alcune figure spirituali (S.Teresa di Lisieux, il cardinale Van Thuan, Chiara Luce Badano, Charles de Foucauld). Ha prodotto alcuni CD,dove parola e musica sono linguaggi in dialogo, che aprono il cammino verso il mistero. È attualmente vicario di comunità pastorale e risiede a S. Maria al Paradiso in Milano. BIBLIOTECA
DEL CENTRO
CULTURALE ANTONIANUM 30.000
VOLUMI, 30 ENCICLOPEDIE SPECIALIZZATE. Aperta tutti i giorni feriali
dalle ore
16.00 alle ore 19.00 – Sabato dalle 15.00 alle 17.00. Corso
XXII
Marzo, 59 -
Milano
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|